Gestione degli eventi catastrofali: l’Italia cambia rotta

Il primo obbligo assicurativo generalizzato contro i rischi catastrofali introduce un cambio di rotta: non si gioca più sulla capacità di reagire, ma su quella di prevenire. Ma cosa significa oggi per imprese e assicurazioni? Qual è il ruolo chiave delle funzioni di controllo?

Contesto: la nuova gestione dei rischi catastrofali in Italia

Con la Legge di Bilancio 2024, l’Italia ha inaugurato una nuova stagione nella gestione dei rischi catastrofali. Per la prima volta è stato introdotto un obbligo assicurativo generalizzato per le imprese operanti sul territorio nazionale, con l’obiettivo di responsabilizzare il settore privato nella prevenzione e mitigazione dei rischi naturali che possono compromettere gravemente il patrimonio aziendale e la continuità operativa con il rischio di ripercussioni sul tessuto economico e sociale italiano

In Italia, prima di tale Legge, il livello di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali era ancora molto limitato, nonostante il territorio sia gravemente esposto alle calamità naturali, più di altri Paesi industrializzati comparabili. Questa carenza ha comportato nel tempo interventi pubblici per sostenere le aree colpite, generando oneri finanziari crescenti per i conti pubblici.

Un cambio di rotta importante quindi: si passa da un sistema storicamente fondato su interventi pubblici ex post — a sostegno delle aree colpite da calamità naturali — a un approccio preventivo, che punta su una più ampia diffusione della copertura assicurativa e su una maggiore resilienza del tessuto economico.

A seguito della Legge di Bilancio 2024, tutte le imprese dovranno quindi stipulare una polizza assicurativa obbligatoria contro danni da alluvioni, inondazioni, esondazioni, sismi e frane.

In un Paese ad alta esposizione sismica e idrogeologica come l’Italia, l’obbligo assicurativo rappresenta una leva di sostenibilità e competitività, nonché un fattore stabilizzante della solidità patrimoniale. La gestione del rischio diventa parte integrante della strategia aziendale e un elemento di responsabilità verso gli stakeholder e il territorio.

Il quadro normativo: Legge di Bilancio 2024 e decreti attuativi

In relazione ai rischi catastrofali, l’obbligo assicurativo per le imprese è stato introdotto dall’articolo 1, commi 101-112, della Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213). I contenuti operativi sono stati definiti dal Regolamento attuativo adottato con Decreto del MEF n. 18 del 30 gennaio 2025.

Successivamente, con il Decreto-Legge n. 39/2025, convertito in Legge n. 78/2025, l’entrata in vigore dell’obbligo è stata posticipata e scaglionata in base alle dimensioni dell’impresa.

Le imprese soggette all’obbligo

L’obbligo riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia e le imprese aventi sede legale all'estero con una stabile organizzazione in Italia, tenute all'iscrizione nel Registro delle imprese.  

Il Decreto-Legge n. 39/2025, convertito nella Legge n. 78/2025, ha stabilito una entrata in vigore scaglionata in base alla dimensione dell’impresa.

Scadenze per la sottoscrizione delle polizze

  • Grandi imprese (fatturato > 150 mln € e ≥ 500 dipendenti): entro il 31 marzo 2025, con 90 giorni di tolleranza;
  • Medie imprese (fatturato < 50 mln €, dipendenti < 250 o bilancio ≤ 43 mln €): entro il 1° ottobre 2025;
  • Piccole e microimprese (fatturato < 10 mln €, dipendenti < 50): entro il 31 dicembre 2025.

L’inadempimento all’obbligo di assicurazione da parte delle imprese preclude l’accesso di quest’ultime all’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche.

Cosa devono fare oggi le imprese

Dopo aver verificato la propria classificazione dimensionale per conoscere la scadenza applicabile, le imprese dovranno stipulare la polizza obbligatoria, che dovrà coprire i seguenti beni:

  • Terreni e fabbricati
  • Impianti e macchinari
  • Attrezzature industriali e commerciali

Risulta necessario effettuare una valutazione del rischio, analizzando:

  • Esposizione geografica e vulnerabilità del sito;
  • Storico di eventi catastrofali nell’area;
  • Capacità finanziaria di assorbimento delle perdite.

Infine, integrare la copertura assicurativa nel sistema di gestione del rischio aziendale, in coerenza con la strategia di continuità operativa e sostenibilità e pianificare per tempo la sottoscrizione, per evitare ritardi che potrebbero comportare l’esclusione da benefici pubblici.

Cosa devono fare le compagnie assicurative

Per le assicurazioni, l’entrata in vigore dell’obbligo rappresenta un momento di profondo rinnovamento tecnico e organizzativo.

  1. Adeguare l’offerta di prodotti, con coperture chiare e parametri coerenti con i nuovi obblighi.
  2. Rafforzare i modelli di valutazione del rischio catastrofale, integrando componenti climatiche, geologiche e territoriali.
  3. Stabilire una strategia di riassicurazione adeguata alla nuova esposizione complessiva del portafoglio.
  4. Rivedere la governance del rischio, assicurando che la propensione e i limiti di tolleranza siano aggiornati e coerenti con il proprio fabbisogno di solvibilità.

Il ruolo chiave delle funzioni di controllo

Alla luce del decreto del 30 gennaio 2025 (art. 5, comma 5), la Funzione Attuariale è chiamata ad integrare il Parere di Sottoscrizione e Riassicurazione fornendo specifica evidenza sull’assunzione dei rischi.

Parallelamente, il Risk Manager (art.5 comma 4) deve illustrare nella relazione annuale le metodologie e i modelli utilizzati per definire i limiti di tolleranza al rischio, assicurando coerenza tra strategia aziendale, capitale disponibile e scenari di stress.

   
 

Gli attuari rappresentano una figura strategica nel trasformare l’incertezza derivante da scenari climatici complessi in analisi multivariate che tengano conto di tutti i fattori di rischio, consentendo alle compagnie assicurative da un lato di adempiere agli obblighi normativi e dall’altro lato di indirizzare in modo proattivo la gestione business legata alla copertura dei rischi catastrofali.
Luciano Mari, Partner Actuarial Services Forvis Mazars in Italia

 

Il contributo di Forvis Mazars

Man mano che i rischi finanziari legati al clima assumono un peso crescente, le aspettative dei regolatori e le richieste degli stakeholder spingono le imprese a integrarli nei propri sistemi di gestione del rischio. Tuttavia, ogni organizzazione presenta esposizioni differenti, determinate da: settore di appartenenza, localizzazione geografica, modello di business e propensione al rischio.

Per questo, un’integrazione realmente efficace richiede un approccio proporzionato e su misura, capace di riflettere le specifiche vulnerabilità dell’impresa ai rischi fisici e di transizione legati al cambiamento climatico.

Grazie alla propria esperienza internazionale e all’esperienza consolidata in altri paesi dove il trasferimento del rischio alle imprese assicurative è maggiormente sviluppato, Forvis Mazars è in grado di offrire un supporto qualificato alle Compagnie Assicurative nella gestione e nel monitoraggio dei rischi assunti attraverso:

  • Valutazioni ex ante ed ex post dei rischi assunti;
  • Definizione di framework metodologici per la gestione e il monitoraggio del rischio;
  • Costruzione di modelli di propensione e tolleranza al rischio coerenti con i requisiti di solvibilità;
  • Supporto alla governance climatica e alla gestione integrata dei rischi di transizione.

L’obiettivo è duplice: garantire la conformità normativa e trasformare l’obbligo assicurativo in un’opportunità di crescita sostenibile e resiliente.

 

 

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