Sono migliorate le garanzie per il contribuente in caso di verifiche dopo la sentenza Italgomme?

Con il presente contributo si tenta di verificare se la c.d. sentenza ltalgomme, e i suoi riflessi ed effetti all'interno dell'ordinamento tributario, hanno costituito un momento di svolta nel rispetto dei diritti dei contribuenti nell'ambito delle verifiche fiscali.

È online la pubblicazione redatta da Matteo Ceccarelli ed Emanuele Amati, Senior Manager Tax Advisory, e Carlotta Padua, Manager Tax Advisory, per la rivista Amministrazione e Finanza di Wolters Kluwer.

Premessa

Risulta oramai più che nota la sentenza del 6 febbraio 2025, pronunciata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) nella causa n. 36617/18 (e.cl. "Caso Italgomme"), dove il giudice unionale ha rilevato che la normativa italiana in tema di accessi, ispezioni e verifiche fiscali presso il domicilio e/o presso i locali adibiti all'attività dei contribuenti viola l'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (di seguito "convenzione EDU"), godendo le autorità fiscali italiane di un margine di discrezionalità illimitato, non bilanciato da garanzie procedimentali e giurisdizionali.

Nel presente contributo, dopo aver riepilogato le conclusioni a cui è giunta la CEDU e gli effetti a livello nazionale della predetta sentenza (sia sotto il profilo delle reazioni giurisprudenziali che degli interventi normativi), si cercherà di verificare se gli interventi normativi messi in atto dal legislatore consentano di ritenere superate le criticità espresse a livello unionale.

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Sentenza Italgomme: garanzie per il contribuente

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