Milano, 29 gennaio - I dati del C-Suite Barometer 2026 di Forvis Mazars - network globale leader nei servizi professionali - mostrano con chiarezza come le imprese italiane stiano affrontando la trasformazione digitale con un approccio sempre più consapevole. L’adozione dell’intelligenza artificiale procede in parallelo a una crescente attenzione alla sicurezza dei dati e alla gestione del rischio, ambiti in cui l’Italia si posiziona sopra la media globale.
In Italia, infatti, l’AI non sta solo trasformando i processi aziendali, ma sta già generando nuova occupazione. È quanto rivela il Barometro che evidenzia un approccio all’innovazione capace di coniugare tecnologia, capitale umano e strategie di crescita che mostra per l’Italia un chiaro rafforzamento e un’accelerazione significativa rispetto all’anno precedente, in linea con le dinamiche di evoluzione del contesto globale.
Tecnologia al centro dell’agenda strategica
La trasformazione tecnologica si conferma la priorità strategica assoluta per i leader italiani nei prossimi 3–5 anni: il 52% la indica come primo obiettivo, contro il 39% della media globale. L’80% delle aziende italiane dichiara di avere una strategia di trasformazione tecnologica attiva nel 2025, superando il 74% registrato a livello internazionale e con un incremento di 18 punti percentuali rispetto all’anno precedente, uno dei balzi più significativi a livello europeo.
Al centro degli investimenti si colloca l’intelligenza artificiale, considerata prioritaria dal 74% dei CEO italiani, insieme a un rafforzamento delle capacità di gestione del rischio e della governance tecnologica.
IA e lavoro: un’evoluzione già in atto
Al centro di questi percorsi di trasformazione si colloca l’intelligenza artificiale, sempre più integrata nei processi decisionali e operativi. In Italia. L’80% delle imprese ha già infatti riorganizzato i propri team, utilizzando l’intelligenza artificiale in particolare per attività di forecasting (75%), cybersecurity (66%) e customer experience (66%).
Un segnale di maturità che mostra come l’adozione dell’IA in Italia sia sempre più accompagnata da una riprogettazione consapevole dei modelli organizzativi.
Sicurezza dei dati: un vantaggio competitivo
La spinta verso l’IA procede in parallelo a una crescente attenzione alla protezione dei dati. Il 71% dei C-Suite italiani dichiara i propri dati “completamente protetti”, un valore superiore di 11 punti alla media globale e in crescita rispetto al 2025. La cybersecurity si conferma così uno degli ambiti a più alto ritorno atteso sugli investimenti, diventando un fattore abilitante fondamentale per l’innovazione.
I dati del C-Suite Barometer confermano che le imprese italiane stanno accelerando sull’intelligenza artificiale con un approccio sempre più strutturato e consapevole. L’attenzione alla sicurezza dei dati e alla governance tecnologica non è più un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per innovare in modo sostenibile. È un segnale importante: l’innovazione tecnologica diventa davvero un acceleratore di crescita solo quando è accompagnata da solide strategie di governance, cybersecurity e controllo.
Luca Savoia
IT Risk Advisory Partner
L’espansione oltre i confini, chiave di volta per la crescita
In un contesto internazionale segnato da incertezza economica e tensioni geopolitiche, l’87% dei leader italiani guarda con fiducia al 2026, un dato che, pur essendo inferiore al 92% globale, riflette una resilienza interna in forte crescita.
Una fiducia generale che si traduce anche in strategie di espansione concrete in diversi mercati: oltre l’80% delle aziende ha piani di crescita all’estero e il 60% ha aggiunto nuovi Paesi target, contro il 51% della media globale. Le imprese italiane puntano con decisione su mercati come Germania, Francia, Emirati Arabi Uniti e Cina, adottando un approccio più “offensivo” rispetto ai competitor internazionali.
Competitività globale e dazi
9 leader su 10 in Italia sono fiduciosi di poter gestire i costi legati alle tariffe commerciali, con il 32% che si dichiara “molto fiducioso”. Per farlo, le aziende italiane stanno puntando su nuove efficienze operative, consolidamento delle attività, diversificazione delle risorse e offshoring, in linea con le best practice globali.
Persone e competenze a supporto del cambiamento
Accanto agli investimenti tecnologici, cresce l’attenzione verso il capitale umano come fattore di resilienza organizzativa. Il 59% dei decisori italiani prevede di aumentare gli investimenti in risorse umane, un impegno costante nel tentativo di colmare il divario con il 69% globale, riconoscendo la necessità di sviluppare competenze adeguate per accompagnare l’adozione dell’IA e sostenere la trasformazione nel tempo.
In un contesto di forte trasformazione tecnologica, il vero fattore distintivo resta la capacità delle organizzazioni di attrarre, sviluppare e trattenere i talenti. I risultati del Barometro mostrano come le imprese italiane stiano comprendendo sempre di più che l’adozione dell’IA deve andare di pari passo con investimenti mirati sulle persone e sulle competenze. Solo mettendo i talenti al centro è possibile sostenere l’innovazione, accompagnare il cambiamento e costruire una crescita sostenibile e duratura.
Rossana Romano
Chief Talent Officer
Nota metodologica
Il C-Suite Barometer 2026 di Forvis Mazars è basato sulle opinioni di oltre 3.000 C-Suite a livello globale, di cui 100 in Italia, in 40 Paesi e territori. L’indagine analizza le priorità strategiche, le prospettive di crescita e le principali sfide affrontate dai vertici aziendali in un contesto di crescente incertezza.
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